LO SPORTELLO UNICO IN BREVE

Lo Sportello Unico per le Attività Produttive è stato istituito con Decreto Legislativo del 31.03.1998 ma i Comuni lecchesi che si sono adeguati sono ancora una minoranza.

Bisogna subito precisare, cosa non ancora compresa da tutte le Amministrazioni Comunali, che lo Sportello Unico per le Attività Produttive non è una facoltà, ma un obbligo previsto dall’attuale normativa in vigore.

L’impresa deve pretendere che lo Sportello Unico funzioni in tutti i Comuni italiani.

Vediamo in primo luogo di chiarire cosa si intende quando si parla di Sportello Unico.

Cos’è lo Sportello Unico

Lo Sportello Unico è un ufficio che semplifica la vita di tutti coloro che intendono aprire una nuova attività, ampliare quella già esistente o modificarla. Per attività si intende qualsiasi attività produttiva, quindi industriale, artigianale e commerciale.

Il D.P.R. 447 del 1998 e 440 del 2000, affermano che lo Sportello Unico “ha per oggetto la localizzazione degli impianti produttivi di beni e servizi, la loro realizzazione, ristrutturazione, ampliamento, cessazione, riattivazione e riconversione dell’attività produttiva, nonché l’esecuzione di opere interne ai fabbricati adibiti ad uso di impresa”.

Rientrano tra questi tutte le attività che producono beni e servizi, incluse le attività agricole, commerciali, artigianali, turistiche e alberghiere e i servizi resi da banche e intermediari finanziari e di telecomunicazioni.

Una scadenza ampiamente superata. Nonostante la legge, sono moltissimi i Comuni che per motivi di organizzazione interna non sono ancora riusciti ad attivare al proprio interno uno Sportello Unico. A volte manca la volontà, altre volte l’esigenza.

Cosa fa lo Sportello Unico

Grazie allo Sportello Unico, l’ottenimento di tutta la documentazione richiesta per l’apertura di una nuova attività diviene molto più semplice e i tempi di attesa da parte del richiedente si accorciano.

Se in passato un imprenditore che voleva aprire una nuova attività doveva prima preoccuparsi di ottenere tutti i pareri favorevoli da parte degli enti preposti, oltre alla necessaria documentazione relativa al progetto, con lo Sportello Unico tale compito viene demandato ad un responsabile nominato direttamente da Comune. Solitamente si tratta del Responsabile dell’Ufficio Tecnico, ma nulla vieta che si tratti di una persona diversa. Sarà compito del responsabile dello Sportello Unico contattare tutti gli enti coinvolti e inoltrare ad essi la domanda presentata dal privato.

Come si esercita lo Sportello Unico

Lo Sportello Unico può essere esercitato sia in forma autonoma che in forma associata. Le Amministrazioni hanno la facoltà di seguire entrambe le strade. E’ tuttavia chiaro che per una piccola Amministrazione diviene spesso troppo oneroso attivare lo Sportello Unico in solitudine. Più semplice consociarsi, magari con Amministrazioni limitrofe, unendo gli sforzi e riducendo le spese di gestione.

Il procedimento

Nel momento in cui l’imprenditore decide di avviare la pratica può seguire tre strade:

  1. il procedimento semplificato;
  2. il procedimento con autocertificazione;
  3. il procedimento misto;

Nel procedimento semplificato, l’imprenditore si presenta allo Sportello Unico dichiarando la propria intenzione di aprire una nuova attività.
Presenta l’apposita domanda, corredata da tutti i dati e progetti relativi all’attività.
Da quel momento in poi, il responsabile dello Sportello Unico ha il compito di far pervenire presso il proprio ufficio tutte le autorizzazioni necessarie, prendendo contatto con tutti gli enti coinvolti dal procedimento, come l’Asl o i Vigili del Fuoco.
Entro il termine di 90 giorni dalla presentazione della domanda agli enti esterni, tutta la documentazione richiesta deve essere ottenuta.

Nel caso in cui il manufatto che si intende realizzare abbia bisogno della valutazione di impatto ambientale, i giorni salgono a 120.

Nel caso in cui almeno uno degli enti coinvolti dia parere negativo sul progetto, il procedimento si intende rigettato e concluso.

A questo punto però, su richiesta dell’imprenditore, e non oltre 20 giorni dal responso negativo, può essere convocata una conferenza di servizio, alla quale prendono parte tutti gli enti coinvolti.
Dalla riunione si cercherà di trovare una soluzione in grado di ribaltare l’originario responso.
Della conferenza viene redatto un verbale e tale documento è vincolante per le parti.
Ottemperando a quanto contenuto nel documento uscito dalla conferenza di servizio, l’imprenditore può quindi portare a termine il proprio progetto.

Qualora il progetto presentato sia in contrasto con lo strumento urbanistico vigente, o comunque richieda una sua variazione, il responsabile dello Sportello Unico è costretto a rigettare l’istanza.
Tuttavia, nel caso in cui si ravvisasse che il progetto è conforme alle norme in materia ambientale, sanitaria e di sicurezza del lavoro, ma non vi sono aree adatte, qualora lo ritenga opportuno, il responsabile può convocare una conferenza di servizio.
Se il parere è favorevole, anche lo strumento urbanistico può essere modificato e, conseguentemente, il progetto approvato.

La strada del procedimento per autocertificazione è ancora più veloce.

In questo caso l’imprenditore presenta alla struttura dello Sportello Unico la propria domanda, corredata da tutta la necessaria documentazione e dalla contemporanea richiesta di licenza edilizia.

Insieme a tutto ciò viene inoltre presentato anche un documento di autocertificazione che attesta la conformità dei progetti alle singole prescrizioni previste dalle norme in materia urbanistica, della sicurezza degli impianti, della tutela sanitaria e della tutela ambientale.

A questo punto inizia il procedimento.
La struttura immette la domanda nell’archivio telematico e ha 30 giorni di tempo per verificare che tutto sia conforme a quanto dichiarato.

Qualora occorrano chiarimenti, il responsabile deve convocare l’imprenditore per ottenere spiegazioni o ulteriore materiale.

Entro 60 giorni dalla presentazione della domanda, il procedimento si intende concluso.
Tuttavia, nel momento in cui, anche quando la realizzazione dell’impianto sia ormai avviata, si scoprisse la falsità anche di una sola delle dichiarazioni rilasciate, l’imprenditore è obbligato la ripristino e la pratica annullata.

Il procedimento misto è simile al procedimento semplificato con la possibilità che vi siano delle autocertificazioni.

Procedura con Sportello Unico nei Comuni non dotati di questa struttura

Dall’entrata in vigore della legge, tutti possono chiedere all’Amministrazione di ottenere i necessari permessi attraverso la procedura dello Sportello Unico.

Le Amministrazioni morose non possono rifiutare la richiesta.